martedì 24 febbraio 2009

Un sindaco piccolo piccolo che guarda al futurello

Al di la di considerazioni di carattere puramente politico, vedere quanto Alemanno sia inadeguato come sindaco di Roma è, almeno credo, una visione bipartizan.

Non parlo semplicemente del tema sicurezza, sul quale i gerarchetti di sua nanità stanno ricamando sopra da mesi; Alemanno è lento a rispondere o semplicemente non sa come gestire le risorse a sua disposizione. E porello ogni tanto ci prova a dire qualcosa.

Solo che ogni volta o appare poco convinto di quello che dice o semplicemente non ha la forza di farsi valere all'interno del partito.

Non voglio dire che Veltroni fosse un sindaco perfetto, tutt'altro, ma almeno aveva un progetto che Alemanno semplicemente non ha. Veltroni voleva fare di Roma la Boston europea; una capitale di cultura prima che politica ed economica. In una città come questa puntare alla cultura e al turismo è una conseguenza naturale, queste sono le risorse della nostra città e queste sono le risorse che vanno sfruttate.

Alemanno mi da l'idea di essersi seduto al Campidoglio, alla guida di una città di quasi tre milioni di persone (escludendo l'area metropolitana) e di aver pensato: "Oddio! E mo' che faccio?" O almeno questo è quello che ha lasciato intendere in questi mesi.

Così niente più Notte Bianca. Mentre in tutte le più importanti metropoli mondiali diventa un evento importante, qua a Roma si abbandona il progetto. Se nel 2008 si è fatto qualcosa non è certo grazie al comune, ma all'impegno di sponsor privati e dei singoli municipi che hanno deciso di investire qualcosa in un evento che porta turismo e magari qualche soldo.

Però Alemanno non ci sta a passare per uno che odia la cultura, e allora organizza Futuroma, una serie di eventi per i 100 anni del manifesto di Marinetti. Qualcuno ha notato la lieve nota politica? Alemanno, ex picchiatore fascista che organizza una festa sul Futurismo? No dai, siamo noi che pensiamo male. Al di la di tutto, come al solito ad Alemanno riesce solo di fare le cosine piccine picciò.

Non voglio discutere della valenza artistica della corrente futurista che, seppur limitata alla dimensione italiana (e in parte Russa), ha lasciato tracce in movimenti artistici contemporanei come il transumanesimo e - ma questo è molto più discutibile - nel Cyberpunk. Quello che discuto è il fatto che ogni volta che un politico di destra deve citare un movimento artistico vada a sbattere irrimediabilmente sul futurismo e questo è un pò il metro di come certa gente guardi verso il domani. Con gli occhi di una corrente artistica - che nemmeno conoscono - irrimediabilmente sorpassa dal "futuro".

Per citare le parole di un mio carissimo amico:

"Il futuro non è Crash! Bang! Vroom! Il futuro è 10010110."

E comunque secondo me Alemanno era poco convinto pure quando stava nell'MSI.

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